A perdifiato

Non me n’e’ mai fregato nulla di maratone o, generalmente, di sforzi fisici. Ma mi risulta impossibile rimanere affascinato dalle reazioni del corpo a regimi di fatica prolungati ed elevati.
A perdifiato non e’ un libro sulla maratona. E’ come pretendere che Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta sia un libro di meccanica o Il piccolo principe una fiaba per bambini. A perdifiato e’ un libro sulle promesse infrante, sui sogni che sembrano reali, ma sono solo fantasmi, sul destino, sull’amore. E’ un libro erotico, sensuale, che ti impone, con il suo ritmo serrato, una lettura quasi ininterrotta.
Come con Le correzioni, mi ritrovo a visualizzare un film preciso, come se conoscessi i personaggi quasi come fossero persone reali. E mi sembra di fare esperienza in modo concreto, lasciando che le pagine si sostituiscano a celle della memoria in modo irrimediabile. Agota mi sembra di conoscerla, lei con il caschetto nero, lei con le unghie corte blu, lei con gli occhi neri troppo distanti. Lei, che si muove come un delfino. Lei, la Felicita’ Pura.
Sono confuso.
Non mi e’ mai capitato di piangere di gioia su un libro.
Ognuno che corre verso una meta che trascende un delirio ecologico. O meglio. Ognuno che scappa da cio’ che e’, e che vuole smettere di essere.
Ognuno sara’ differente, alla fine del libro.
Anche io che l’ho appena chiuso.

2 Comments

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Rattoreply
2 June 2005 at 16:11

ciao, so che forse non e’ il luogo adatto ma non ho trovato un indirizzo e-mail…sei di Cremona giusto? sei un amico della Parma, Mary, Sga, Elena, Squinta, Fra, Syra?
beh cmq visto che ci sono una lettura al libro potrei farla…

Anonymousreply
3 June 2005 at 11:03

Sai che mi hai incuriosito….quasiquasi vo in libreria e fo l’acquisto :)))
Un saluto
Chiara

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