Amalgama

La giornata e' una tavolozza di colori pixellati. L'amalgama e' un complesso algoritmo di cui ignoro la funzione.
Cosi' ogni verde e' verde, ogni rosso e' rosso, e ogni giallo e' giallo. Il blu e' un'amalgama. Il viola un'amalgama. Il bianco un'amalgama.
Osservo cubetti di colore che corrono e li decifro lentamente.
Il piu' delle volte lascio che se ne vadano e basta. Cubetti di amalgama di rosso, rosso, giallo con fili verde, verde, verde, rosso. Pare che la chiamino gerbera.
Tu sei un'amalgama di tonalita' che chiami rosa. Dici che sei olivastra. In pratica aggiungi una piccola parte di verde alla tua pixellizzazione. Gli occhi sono la summa di tutti i colori del mondo. Cioe', i tre colori. E sono neri lucidi. E' un algoritmo strano, quello che rende i tuoi occhi cosi'. Qualcuno potrebbe dire che sono belli. Certo parlare di bello di un'amalgama piu' algoritmo connesso, non e' proprio il massimo della poesia.
Pero' i tuoi capelli si, i tuoi capelli sono del piu' puro pixel rosso. Un grosso pixel rosso. Cosi' come le tue labbra. Questo e' poesia.
Ed ora, la giornata tinge il suo pennello nella tavolozza di colori pixellati e disegna due amalgame trasparenti da sotto i tuoi occhi. Due rette che finiscono fin sotto al tuo viso, cadono in pixel azzurri, nel blu del mare di pixel blu che ha gia' riempito te, me, noi, la stanza, la citta' e il pianeta, facendoci affogare, insieme.

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