Nel mare verde
Giugno fa della campagna cremonese un mare verde. Come fossero bagnasciuga, gli argini sono affollati da famiglie che passeggiano lente, sguardo piantato a terra, a cercare viole o margherite come conchiglie.
Le balle di fieno sono vele in rada. Le cornacchie gabbiani in cerca di pesce.
E' solo una questione di colore. Basta un alito di vento a dimostrarti che anche il frumento e' capace di ondeggiare e schiumare. Chiudi gli occhi e il frusciare del granoturco sara' il suono della risacca.
L'uomo non esiste da qui all'orizzonte. Una vastita' agricola ordinata e precisa che restituisce un senso all'affanno.
Invece dell'odore di salsedine, quello del letame.
Invece dei porti, cascine.
Invece di pesce, maiale.
Fosse sempre giugno...
poesia... bello! a me sembra che tu sia sufficientemente "universale" quando scrivi ste cose qui :-))