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L'Empire Hotel
In pratica salgo sull'ultimo aereo, quello della Royal Brunei, e finalmente m'addormento. Mi sveglia un ragazzo vicino a me, indiano, che tenta di dirmi qualcosa di divertente in inglese ma non capisco una cippa. Capelli sparati perfettamente ingellati, giacca nera e camicia bianca enorme con il colletto sopra quello della giacca. Due orecchini di brillanti in stile Beckham a finire il genere. Trasversalmente tutti identici.
Scendiamo, recuperiamo i bagagli e gli hard disk e dopo ventiquattrore di transito in aeroporti godiamo dell'aria calda e umida e soffocante del Brunei. Trenta gradi, mille per cento di umidita'. Tengo il cavalletto in mano e mi scivola, ma non perche' ho le mani sudate, ma perche' si bagna lui. Pazzesco.
Un'auto e' venuta a prenderci. L'autista non dice molto, noi siamo veramente stanchi. Si guida a sinistra, in superstrade a quattro corsie immense, americane. Le piante sono rigogliose come non ho mai visto.
Arriviamo in hotel poco dopo e sembra un sogno. Laghi pieni di ninfee, cascate, fontane e oro. Capitelli d'oro ovunque.
Scendiamo dall'auto e in due ci prendono i bagagli, in due ci aprono la porta, in due ci accompagnano nella hall dell'hotel. Evidentemente la manodopera qui non crea un problema di costi. Cinque piani di vetrata, per la hall che da' sull'oceano pacifico. Per limitare le onde hanno creato una sorta di piscina artificiale di oceano.
Ci danno le chiavi e vado in camera.
Ora. Per questo dovrei parlare per ore. Perche' mai mi sono sentito cosi' ricco. Marmo ovunque, marmo caldo, in una matrimoniale tutta per me (ma loro la chiamano singola) che sara' grande sessanta metri quadrati. Marmo nel bagno, una doccia di due per due metri, con il marmo pure li', vasca da bagno immensa.
Faccio alla svelta per andare al lavoro.
Ora sono solo, in una stanza delle riunioni, a decodificare un dvd. Ora sono le 18.42, c'e' buio ma vedo ancora l'oceano alla mia destra. Perche' si, sto lavorando sull'oceano, al quinto piano dell'hotel piu' bello del mondo.
Adesso c'e' da lavorare. Stanotte non si dorme e neanche domani e neanche domani ancora. Non importa.
Dormiro' poi.
Adesso c'e' da fare bene e da godersi lo spettacolo.

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