Il LEGITTIMO problema della qualita'

Il problema della qualita' e' il legittimo dilemma che una persona affatto sana di mente si puo' porre nell'esatto mentre in cui un sabato diventa una domenica. Al silenzio. Mentre tutto fuori canonicamente va secondo i di loro piani. L'oggettiva qualita' del tuo sabato sera. E fin qui e' tutto chiaro.
Ma due ore fa -o erano forse tre ore fa?- (nota a margine: la qualita' dei tuoi ricordi) qualita' era tutt'altra questione, declinabile nei seguenti punti:
1. il grado di durezza e grandezza raggiunto dal pene striminzito che diviene pronto per la penetrazione.
2. la quantita' degli orgasmi procurati alla signora che gentilmente e rumorosamente smarmella le sue amorevoli quattro labbra attorno qualitativamente duro e/o grande fatto di punto uno.
3. la durata e l'ampiezza energetica (diciamo una sorta di delta e) dell'atto fisico in se', in quanto tale, in quanto essere, in quanto e' stato, in quanto e' andato.
4. la rapidita' con cui non solo si concede una meritata tregua alle quattro labbra della signora di cui sopra, ma soprattutto si regala all'orgoglio sepolto dalle battaglie femminee sessantottine motivo di vanto per aver compiuto il proprio giusto dovere di donna.
Insomma, niente di illuminante, niente di nuovo. La qualita' dell'atto sessuale in quattro punti.
Ma ne sento l'odore.
E non e' solo per il fatto che c'e' effettiva necessita' di precise ed attente abluzioni post-coitali.
E' il fatto che non si puo' piu' vivere.
Non si puo' piu' scopare.
Non si puo' piu' sperare di vivere e di scopare.
Non si puo' piu' sperare di sognare di vivere.
Preoccupati della qualita'.
Di superare i propri standard o del partner occasionale.
Perche' sara' anche occasionale, ma occasionale non e' la tacita e segreta gara con il ricordo di altre scopate qualitativamente importanti.
E' come se la qualita' ci avvolgesse, in ogni dove, in ogni quando.
Sempre in costante ascesa, ci vorrebbe, la qualita'.
Per quello che faccio, per quello che dico, per quello che penso. Per cosa, per come e perche'.
E se non lo faccio, non c'e' problema, e' anche per il silenzio. Perche' anche il silenzio e' qualitativamente opinabile, oggettivabile, soggettivabile, variabilizzabile e sintetizzabile.
C'e' qualita' nel genio come nell'idiozia.
Nell'eiaculazione precoce, nell'impotenza, come in un micro-pene o un biocazzomutante.
E sono cosi' stanco di essere qualitativamente assoggettato.

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1 Comments

El Pedro said:

Controllo di qualità secondo tabelle UNI-ISO.

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