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Colloquio #20

Ormai ho imparato.
L'abbigliamento da colloquio e' ormai standardizzato.
Non ho piu' neanche l'imbarazzo di aprire l'armadio e pensare di non aver niente di adeguato, come poteva succedere quasi quattro anni fa.
Che poi capiamoci. Non e' che non ho niente adeguato per me, quanto per il mio ipotetico datore di lavoro.
Pare che la prima impressione che ho dato in quell'azienda "molto nota nell'ambito televisivo" fosse si buona per le centraliniste. Un po' meno per chi poi, effettivamente, mi ha assunto.
Gli sembravo un brigatista.
O un terrorista.
Sicuramente un comunista.
Capelli lunghi, barba incolta, cappotto marrone, lungo.
Pulito si, ma stropicciato.
E comunista. Soprattutto.

Sicuramente ora gioca a mio favore l'esperienza accumulata in tre anni.
E l'estate. Niente cappotto.
E i capelli corti.
E magari anche un po' d'abbronzatura, che mi toglie quel simpatico verde che mi contraddistingue per dieci mesi l'anno.
Ora, quindi, l'abbigliamento, dicevo, e' standardizzato.
Non corro piu' rischi, non ho bisogno di dimostrare piu' niente.
Cioe', vorrei, magari, ma magari vediamo di dimostrarlo in altra maniera, no?
E cosi' Levis 501 blu carico, camicia H&M nera a manica corta, Adidas Superstar nere con la punta bianca, capelli corti, niente barba, un po' di basetta.
Eccomi.

L'intoppo quindi non e' piu' il vestito.
No. Quello viene superato brillantemente.
Il quid intricato e' nella fatidica domanda prima: "ma tu che lavoro fai, precisamente?".
E' li', in quel precisamente che ci sta tutta la frustazione di chi mi sta di fronte.
E la mia, del resto.
E di tutta quest'Italia flessibile e precaria.
Che trent'anni fa, o vent'anni fa, o anche solo diec'anni fa tu eri tu per quello che facevi e tu eri tu in una casellina precisa e stabile per diciamo UN PO' e quell'un po' era abbastanza lungo e duraturo e chiaro a tutti quanti che al primo successivo colloquio potevi dire "beh, si, io sono un idraulico".
Ma io non sono un idraulico.
E quel precisamente e' tutt'altro che preciso.

Per chi se lo chiedesse, a questo punto, sono un videomaker.
Precisamente.
Piu' o meno, ecco.
Andiamo a farci un giro che e' meglio, va

| | Comments (1)
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1 Comments

londoncalling said:

Quell'insostenibile leggerezza dell'essere videomaker... e il piacere di sentirsi inutile... Si fottano gli idraulici!
Ben tornato

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