Con una pelliccia verde

Nereide, il piu’ esterno dei satelliti di Nettuno.
Nereide, una delle cinquanta figlie di Nereo.
Nereide, giovane, avvenente, con i capelli intrecciati di perle. Cavalca un delfino o un cavallo marino, con in mano un tridente o una corona o rami di corallo.
Nereide, una ninfa, una scritta su un post-it appiccicato sul credenzino laccato.
Nereide, una cameriera che chiede se voglio da bere, cosa voglio da bere.
Da solo al bancone, mi sbatte in faccia quel finto sorriso, incollato malamente sotto alle occhiaie pesanti.
Vorrei che il mondo fosse fatto di Nereide, vengo qui da duecento giorni, sai che voglio bere e cosa voglio da bere, pensaci tu, per piacere stasera.. E invece il mondo e’ fatto di sorriso accomodante, di una frase che avrebbe voluto essere divertente, ma e’ solo semplicemente ipocrita, e di pupille che si allargano per scaldare quegli occhi freddi e lontani.
Nereide, l’unica persona conosciuta.
Nereide, il suo nome, la mia voce, una porta che ci separa, l’eco del bagno.
Nereide, ora una lama tra le dita, per le mani.


Non cambia niente, mai. Mi dice.
E da quanti anni dura la sua tesi su Pasolini? Fottuto Pasolini. Urla.
Dice che non doveva portarmi a casa con lei.
Le dico che, fino a prova contraria questa e’ casa mia, non sua. Non ancora.
Dice che non puo’ piu’ stare con me. Che alla sua eta’ e’ arrivato il momento di smetterla con le stronzate e io sono una stronzata della sua vita.
La ringrazio dell’attenzione cortese. Il Piroxtan comincia a farsi sentire e mi devo appoggiare al muro. Il Piroxtan e’ un anticoagulante per le arterie che, se miscelato con del succo d’arancia e 7up, provoca apparenti rallentamenti nel campo visivo, ma reale iperattivita’ del corpo. Ad ogni palpebra che si chiude, le orecchie fanno male.
Basta, non ti voglio piu’! Mi dice.
Mi alzo di scatto, per il dolore li’ dietro agli occhi. Alzo il destro, carico, tiro un pugno sulla porta. La vedo, attraverso l’umido compensato bucato, ranicchiata e minuscola, accanto alla tazza del cesso. Mi guarda spaventata.
E poi mi viene da ridere. Mi sembra un pulcino. Se per caso dovessi averla per le mani penso che la strizzerei.
La guardo, la saluto. E le dico che non c’e’ problema, che la casa se vuole la puo’ tenere lei.
Non ho mai fatto del male a nessuno, non iniziero’ ora perche’ lei e’ una maniaca suicida.
Lo dico mentre mi infilo la sua pelliccia verde sintetica, senza accorgermene. Continuo nell’operazione, fino alla fine.
Usciro’ di casa messo cosi’.
Dormiro’ da qualche parte per Milano, non importa.
Bella serata, stasera.

5 Comments

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Anonymousreply
October 18, 2005 at 04:10 PM

ora nereide e’ laureata con una ricerca su un critico letterariao francese folle quanto lei, una donna spericolata, velocissima, senza ormeggi. E’ uno squalo della vita e non ha paura di nulla. almeno cosi sembra…
perche’ pensi a lei? quale aspetto del mondo ha cristallizzato ai tuoi occhi?
… si porta dietro l’odore di umido e fumo e ha sempre la tosse …

Anonymousreply
October 18, 2005 at 04:10 PM

.. e poi era gadda.

gastareply
October 18, 2005 at 05:10 PM

Nereide e’ solo un nome, un ricordo vuoto che ho fatto muovere a piacimento.
Invento una vita nuova, su una minuscola base di realta’.
E’ un periodo in cui sto guardando e riguardando Pasolini. Porcile, Edipo Re, Comizi d’Amore, La ricotta… mi piace pensare che solo un intellettuale come lui possa portare una ragazza ad essere una pazza furibonda…

Anonymousreply
October 19, 2005 at 03:10 PM

non sono Anonymous: non so dove si mette il nome. ciao Ilarina

Gio Voxreply
October 19, 2005 at 08:10 PM

L’avevo intuito che eri tu, Ilaria.
Saluti e baci

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