Mi sono reso conto di quanto il lavare la propria automobile sia un’attivita’ filosoficamente e mentalmente impegnativa: passare secondo gli schemi di Karate Kid la spugna sulla carrozzeria porta inevitabilmente a pensieri via via piu’ arzigogolati. Da un cerchione segnato agli amici, passando per gli insetti spiaccicati che non si staccano piu’ fino al proprio futuro, in un modo o nell’altro, in questa vita.
Si potrebbe scrivere un “Lo zen e l’arte del lavaggio dell’auto”, ma mi sa che l’hanno gia’ fatto.
La mia tesi e’ che a volte, una tantum, ricerchiamo la maniacalita’ della pulizia per riempire spazi di tempo pericolosamente libero, cosi’ da sentirci impegnati per avere, infine, un senso di appagante compiutezza.
E allora faccio 4 piani di scale con un bidone aspiratutto munito di due differenti beccucci, uno per gli angoli insidiosi, uno per le superfici lisce come i sedili, pelle di daino (sintetica), spugna gigante, shampoo super schiumoso, pasta antigraffi e relativo cotone per spalmarla, vetril e panno pulito per lavare anche i vetri interni.
Che poi si sapeva che avrebbe piovuto, e tutto il lavoro sarebbe stato vano.
Ma non importa.
Oggi e’ San Pietro, a Cremona ci sono i fuochi d’artificio sul Po, i paesanotti – quale io sono – lavano la macchina e portano la propria donna in parata sotto le scintille colorate sparate dall’altra riva.
Una vita perfetta, no?

E’una delle cose piu’ rilassanti che conosca, lavarmi la macchina -col caldo poi, quasi un divertimento. Oddio, ce ne sarebbero anche altre, al limite, ma se la partner non ne vuol sapere….
Saluti.
ciao….sono capitato qui per caso,mi piace il tuo blog, vedo piccole,grandi verita’…complimenti, buona idea e soprautto ben realizzata, e in particolare, ben scritta!
Saluti sfrat