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Come fare l’albero di Natale

dic 14, 2011   //   by gasta   //   Blog, Diario  //  No Comments

Stamattina ho fatto l’albero di Natale.
Domani torna a casa la mamma e, mi sono detto, facciamo finta che sia un Natale normale.
Mi sveglio da un sogno in cui rifiutavo un regalo piuttosto prezioso da un anziano signore, che se ci penso mi prenderei a schiaffoni dietro alle orecchie per non averlo accettato, guarda. Che il signore in questione, non chiedetemi chi fosse, a tutti i costi voleva che tenessi il suo Casio F91W.
No, non è che so a memoria tutti i modelli e i codici degli orologi Casio degli anni 80.
E’ che quello, proprio quello, me lo ricordo. Uno perché mi è sempre piaciuto, da quando sono sbarbato, due perché ho scoperto che è l’orologio più usato dai terroristi. O meglio, negli USA basta che ti trovino in casa quel Casio e possono spedirti a Guantanamo. Giuro.
Ma il signore del sogno era tutto fuorché un terrorista. Anche perché l’orologio era completamente d’oro. Un certo stile, direi.

Comunque, mi sveglio e il più rapidamente possibile tento la difficile operazione quotidiana del derincoglionimento a base di moka, vestizione sommaria, ciabatte e, come dicevo, direzione cantina.
Già i tre piani di scale potevano far presagire al seguito, ma andiamo avanti. Tanto per cominciare mi ribalto addosso abbastanza scatoloni da farmi tirare un paio di moccoli. Che come dice il detto, chi ben comincia, comincia, ecco.
Ma solo indossando un appropriato elmetto anti infortunistico riesco a trovare il necessario per l’addobbo natalizio.
Saranno almeno vent’anni che non faccio l’albero. A dire il vero non mi ricordavo nemmeno che la questione comprendesse quattro scatoloni piuttosto impegnativi, in termini di estensione e peso, tali da costringermi a due viaggi, giùsùgiùsù, per portare tutto in casa. Praticamente un mezzo trasloco.
Poi non so se era colpa della moka poco seria o semplicemente per l’abituale scarsità di ore di sonno effettuate, sta di fatto che ho sudato come un poveraccio, per due ore, nel tentativo di dare forma a quel benedetto albero di Natale. Che se me lo dicevano che serviva un architetto, almeno facevo due conti prima.
E comunque vadano le cose, non importa la dimensione dell’albero che hai intenzione di costruire e nemmeno quanti smadonnamenti sei arrivato, stai sicuro che:
1. i fili delle lucine, nell’arco di un anno intero, da soli, chiusi nella loro scatola, si saranno attorcigliati in modi estremamente creativi.
2. i suddetti fili dimostreranno di avere un incredibile amore per i rami sbagliati dell’albero. Perché solo su quelli che non vuoi che si fermino, i fili delle lucine rimarranno incastrati. Per disarcionarli prevedi dieci minuti.
3. dopo averli posati per bene, tre fili tre per un totale di centocinquanta lucine, li attacchi alla corrente e ovviamente non si accendono, nemmeno uno.
4. li togli, li smadonni e si riaccendono. Ma su centocinquanta lucine, ne funzionano la metà. Con intermittenze degne del Cocoricò.
5. le tue mani saranno salde e sicure sulle palline di plastica. Su quelle di vetro di Murano da ottomilioni di rubli, invece, no. Poi qualcuno mi spiegherà cosa diavolo ci facevano delle palline di vetro vero in quello scatolone. Ci facevano, sì. Conosco i tempi verbali. Voce del verbo non c’è più.
6. i festoni argentati, che ricordavi così belli, hanno fatto una fantomatica cura dimagrante. E sono spelacchiati. E se non stai attento arriva pure la protezione animali e se li porta via. Bau.
7. e comunque, per far sì che nessuno si dimentichi degli amici festoni argentati, appena fai loro intravedere la luce, spargeranno sul pavimento quattro chili e mezzo di micro pezzettini.
8. nel tentativo di sistemarli anche sul retro dell’albero, perderai l’equilibrio e ti ritroverai a limonare con il muro, e qualche angioletto.
9. il puntale sarà sempre storto.

Ora capisco perché di solito si fa l’albero di Natale l’8 dicembre: è festa e hai tutta la giornata per prenotare una seduta dal tuo psicologo di fiducia.
Ma ora sono tranquillo. L’albero è fatto e ora il signore anziano del mio sogno può regalarmi il Casio F91W d’oro per Natale. Grazie, signore!

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