Ieri mattina ero in treno e tentavo di addormentarmi. E come spesso accade, invece di riposarsi, si finisce catapultati nella vita di qualcun altro. Nella fattispecie, ieri c’era un tizio, gia’ visto svariate volte, che con un vocione deciso che tradiva lezioni serali di dizione si prodigava in una filippica lunga tanto quanto dista Cremona da Codogno. Argomento: una sua amica che, a suo dire, era troppo vecchia per fare l’universita’, che soffriva della sindrome di Peter Pan, che era ormai una caricatura. L’ho ascoltato perche’, piano piano, gli montava dentro un nervoso pazzesco. E, per effetto domino, chiosa il tutto asserendo che l’esistenza di lei assomiglia in tutto e per tutto ad un romanzo di Dickenson.
Cosi’ inizio a pensare a che faccia deve avere questo Dickenson.
Di nome fara’ Charles oppure Bruce?
Charles Bruce Dickenson, che scrive un libro intitolato Il numero della bestia. Chissa’ come dev’essere l’amica del tizio, un personaggio di un romanzo di formazione dai contorni dark. Roman Polanski nel 2005 avrebbe girato un lungo con Ozzy Osbourne come protagonista, innamorato di questa vittima della mucciniana sindrome di Peter Pan (che palle).
Ma se fosse esistito Dickenson, Bruce Dickinson avrebbe cantato Hallowed Be Thy Name?
Non so.
So che grazie a dio a Codogno ho cambiato treno e non ho sentito piu’ il tizio raccontare vaccate.

Sei fortunato che il treno lo hai solo cambiato.
Ultimamente va di moda deragliare verso Codogno.
Saluti