3 + 1

Vedi? Non hai capito un bel cazzo di niente!
Pier era appena tornato dal bagno dello Chalet, una latrina appiccicaticcia incubatrice di malattie di ogni genere e di tre generazioni di scarafaggi, con il muso lungo e il suo “porcaputtanaroia” tipico, inevitabilmente pronunciato con la sua erre piacentina, armeggiando vistosamente con la patta dei suoi soliti pantazampa di velluto a costine color cammello.
Fighi, bofonchia, la solita gocciolina di merda, cercando nello sguardo di Gianni un minimo di comprensione.


Gianni si dondola sulla sedia piu’ defilata del locale, in penombra, in bilico sulle gambe posteriori, un ginocchio sul tavolo, un braccio a penzoloni, uno che tiene l’ennesima sigaretta. Gli occhi socchiusi sono persi nel nulla del marasma di corpi che duettano ascoltando i Flashman. La musica semplicemente lo attraversa, senza fermarsi in lui un secondo.
E’ tornato da Cadaques da poche ore, dopo un interminabile viaggio in autostop e corriera. Un mese intero gli e’ servito per dimenticare davvero Camilla, la storia piu’ lunga della sua vita, conosciuta al bar del paese, e da quel giorno mai piu’ lasciata. Pare che lei se la facesse con il barista del bar. Gianni in effetti non ha mai avuto prove tangibili. Gli sono bastate delle occhiate piu’ o meno eloquenti (paranoia?) e una carezza lombare (nervoso!), aggravata dal solito senso di ineguatezza e di limitatezza.
Se ne e’ andato per ritrovarsi.
Si e’ ritrovato diverso da come si ricordava. Forse non piu’ lui. Forse e’ cambiato, forse e’ evoluto.
Passa tutta la sera a fissare con superiorita’ gli strass, i pantazampa, le camice fiorate in lycra, le treccine e le zeppe, sopportando cover dei Dik Dik e dell’Equipe 84. E’ stanco, ma… E’ come se quel menefreghismo completo riguardo al mondo attirasse proprio il mondo a se’. Come due cariche di segno opposto. Ecco. Lui e’ il negativo. Il mondo e’ il positivo. E lui piu’ si guarda attorno, piu’ si schifa, piu’ lo schifo gli s’avvicina.
Non hai capito un cazzo di niente! Non ti ho mai spiegato la mia teoria del 3+1?
Una tizia alla sua sinistra gira la testa, si alza e sposta la seggiola accanto a quella di Gianni. Non si e’ girato un attimo a guardarla. Sa solo che e’ un essere femminile che ha passato tutta la sera con Brambilla, quell’idiota sindacalista che si riempie tanto la bocca di parole che nemmeno lui conosce.
Un profumo ossessivo gli entra nelle narici. Non fa una piega.
Il tre piu’ uno, imbecille! Estrai il tuo cosino, fai pipi’ – aspira dalla sigaretta, continua a parlare lasciando che il fumo avvolga ogni sillaba, facendo sprofondare la voce ancora piu’ in basso – finisci di fare pipi’, scrolli uno, scrolli due, scrolli tre. Il tuo cosino minuscolino sembra che sia pulitino. Tu, che sei un imbecille, lo metti via e ogni volta ti stupisci che ti pisci addosso…
La tizia accanto a Gianni ride. Lui si volta rapidamente, la guarda distrattamente piu’ per rimproverarla che per cercare di capire chi sia. Come se le volesse dire che quello che sta dicendo e’ importante, serio, non da prendere sottogamba. Non ha bisogno della sua approvazione, ne’ l’ha chiamata lui accanto a se’, quindi, per favore, che stia in silenzio e, se vuole, che ascolti, se no aria. Lei capisce. Gli si avvicina di piu’, facendosi tutta seria. Si ricompone i capelli, alza un braccio. Odore acre d’agosto. Profumo nel naso inebriante.
…ma lo sai gia’ che ti pisci addosso, perche’ il tuo cosino non e’ stupidino, no! Te la fa pagare perche’ sei un imbecille, hai capito Pierporcaputtanarrrroia?
Brambilla si volta verso Gianni, tentando di seguire il discorso che diviene via via piu’ bizzarro.
Il tuo cosino e’ intelligente e si vuole vendicare, quindi tu devi essere piu’ furbo di lui. Tu lo scrolli tre volte come fai sempre, poi fingi di metterlo via, e poi STACK! Gli tiri l’ultima scrollata finale, e vedrai che lui, impietrito, non ti fara’ piu’ scherzi.
Silenzio generale. Applausi.
La tizia accanto a Gianni gli chiede di andare a prendere un caffe’ uno di questi giorni. Una canottiera nera, pantaloni color kaki, come nessuno ha in questi anni dove o hai la zampa o sei fuori dal mondo. Gianni la guarda ma non la vede. Dice che ha un sacco di cose da fare, che boh, non sa se ha voglia. Lei lo chiama il giorno seguente.
Lei passa a prenderlo non con una 500, ma con una Giulietta. Invidia degli amici del bar. Camilla perde il senno. Lui si innamora. Lei dice che finalmente ha trovato qualcuno che la fa ridere. Lui finalmente non e’ piu’ schifato del mondo. Lei lo appoggia sul palmo della mano, lo porta in paradiso. Lui glielo permette.
Quattro anni dopo sono sposati con Paolo in grembo.
Venti anni dopo lui e’ a casa da solo, che si lava i pantaloni da 1200 euro a mano, nella vasca da bagno, con tutte le tapparelle abbassate e con l’afa di agosto che gli fa trasudare la malinconia che ha mangiato a colazione.

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