Bugie mondiali.

L’illusione della sicurezza, di avere in pugno le cose.
Andate a farvi un giro su www.ready.gov, l’ultima bugia del governo statunitense, e capirete tutto. Vi dico solo che il titolo dice le seguenti parole:

Terrorism forces us to make a choice.
Don’t be afraid… BE READY.

Poi c’e’ una pagina su come fare i preparativi di emergenza (Make a kit, emergency supplies), che spiega cosa preparare da mangiare in caso di guerra, Make a plan e Be informed. Ed e’ proprio in quest’ultima sezione che c’e’ da ridere. O da piangere.
You are DEAD!Illusione di sicurezza, illusione di liberta’.
Illusione di essere le vittime. Fossi americano mi sentirei offeso dal governo. Se esplode una bomba nucleare, dice, andate da un’altra parte. Consider if you can get out of the area. Ma vaffanculo.
You are DEAD!!!E state attenti, che se rimanete troppo esposti alle radiazioni, morirete prima. Time: Minimizing time spent exposed will also reduce your risk.
Mi sembrano quei filmati idioti degli anni 50 che facevano vedere nelle scuole. Se esplode una bomba, rifugiatevi sotto i banchi. Sempre con il sorriso sulla faccia.
Mi chiedo, se dopo cosi’ tante bugie, forse non sarebbe ora di smettere di prendere per il culo una nazione intera. Anche di fronte a banalita’ che il cinema ci ha insegnato a conoscere.
Esplode una bomba nucleare?
Siamo fottuti. Fine.
Cade un aereo? Che cazzo rimanete in silenzio? Tirate un po’ di ossigeno, sballatevi il cervello e… saluti.
Fight Club Docet

Per chi ha voglia di leggere due righe, vi lascio una bella lettera scritta da Benni, pubblicata oggi sul manifesto.


Da un vecchio amico
Caro George e cari Tony e Jose’ Maria, questa lettera e’ personale. So che la servitu’ la aprira’ e quindi tanto vale che dica anche: cari Berlusconi e Frattini.
Circa sessant’anni fa scappai da quel maledetto bunker di Berlino su un sidecar senza moto (il mullah Omar mi fa un baffo), e trovai rifugio in un paese sudamericano. In questo periodo in cui ho vissuto nascosto non ho sofferto per la guerra persa, ma per la fine di un sogno. Ho temuto che la sordida propaganda dei vincitori potesse cancellare il meraviglioso mito della razza eletta, e di un paese superiore agli altri. Per anni solo poche minoranze hanno difeso questo ideale. Vedervi oggi incarnare lo spirito di quei giorni dolci e terribili, mi ringiovanisce di mezzo secolo.
Sono vecchio, e solo le cure assidue, trentatre lifting e cambi del sangue mi hanno tenuto in vita. Ma ne valeva la pena, per vedere finalmente in voi gli eredi del mio sogno.
George, tu e la banda di miei seguaci e ammiratori che ha preso in mano l’America, teorizzate giustamente la superiorita’ della razza americana, dei suoi interessi e del suo esercito sul resto del mondo. Nelle vostre vene scorre poca emoglobina tedesca, e vedo troppi negri che parlano ai vostri microfoni, e troppe sacche di democrazia annidate sul vostro suolo.
Ma io vedo in te la mia giovinezza, George W. Bush. Solo io e tuo padre sappiamo che quel W. sta per Wermacht. Ebbene si’, George, con un paio di baffetti e una divisa, sei uguale a me. Non devi urlare ai microfoni, le amplificazioni e i media sono migliorati, hai fatto corsi di recitazione e di look. Ma i concetti che esprimi te li ho insegnati io. E trovo molto bello che forse sceglierai il ventuno marzo per attaccare l’Iraq, proprio il giorno del mio ultimatum alla Polonia, la nascita della primavera nazista.
Tony, sei un comunista di merda, ma anch’io all’inizio mi ero impantanato in idee socialiste, so che dietro alla tua aria da fighetto si nasconde un cuore da panzer, e che l’Impero Coloniale Inglese e’ per te un esempio incrollabile.
Jose’ Maria, tu sei un cretino. Tagliati almeno i baffetti e non pettinarti come me. Ma ho avuto un sacco di cretini nel mio esercito, ed erano quelli che obbedivano meglio.
In quanto a voi, camerati Berlusconi e Frattini, non siete certo come Mussolini. Lui amava il militarismo, voi siete degli imboscati a vita. Ma stare dalla parte dei piu’ forti e’ nel vostro codice genetico. La vostra ipocrisia, la vostra mediocrita’ di statisti, il vostro essere servi dei servi , e’ parte integrante della peggior storia italiana. Date pure le basi e le ferrovie agli americani. Parteciperete al banchetto dei vincitori, avrete qualche attentato in meno e un barile di petrolio non ve lo neghera’ nessuno. Se verra’ commesso quale crimine di guerra, riuscirete a fare una legge anche per quello. Se ci foste stati voi, il processo di Norimberga starebbe ancora passando da una sede all’altra.
Caro George, non preoccuparti se ti senti solo, anch’io lo sono stato. Sono sempre esistiti gli ebrei, i bolscevichi, gli zingari, gli arabi, e soprattutto i polacchi traditori come i Wojtyla, i negri come Annan e i traditori come Schroeder e Chirac. Feccia del mondo unita in quel covo di sordido meticciato etnico chiamato Onu. La diplomazia, diceva Goebbels, e’ il nome con cui le razze inferiori chiamano la loro paura. Ma ora e’ riapparsa sulla scena una razza superiore, e tutto questo sparira’ nella spazzatura della storia.
George, so che tu non vuoi che mi mostri in pubblico, e questo mi rattrista. Ti ringrazio delle vecchie moto Zundapp che continui a regalarmi ogni compleanno. Non capisco anche i sessanta orologi d’oro in tre mesi, non e’ che saranno regali riciclati? Chi e’ quel deficiente che continua a regalarti orologi da polso, George, uno che ti ha preso per un polipo?
Va bene, restero’ nella mia privatsphere o privacy come dite voi. Ma state attenti. Non esagerate con le vostre bugie, con le parole preventivo e umanitario, le bombe intelligenti e federaliste, disarmare invece di aggredire, obliterare invece di uccidere. Potrei saltare fuori da un momento all’altro e apparire su qualche televisione. Chi non manderebbe in onda una videocassetta del fuhrer? Farei una aufsehenerregende audience, con un po’ di fard, i baffi tinti e le luci giuste. Si fa cosi’ adesso, no? E potrei dire: cari telespettatori, anche se in passato abbiamo avuto qualche screzio, e io sono il Male e loro il Bene, questi sono i miei eredi, i miei continuatori. Saddam e’ una mia brutta sanguinaria copia, loro sono il modello perfezionato, i Robofuhrer del futuro. Forse non useranno tutti i miei metodi, forse si fermeranno prima, ma vi assicuro che alla base di tutto c’e’ la mia vecchia semplice lezione: il piu’ forte deve dominare il mondo. I vostri esperti di comunicazione temono che con la mia faccia stravolta e gli stivali militari spaventerei qualcuno, farei apparire la violenza di cio’ che sta accadendo, vi smaschererei del tutto. Ma forse siete gia’ smascherati.
Vincerete, questo e’ certo. Il popolo iracheno ha imparato da Silvio Berlusconi che una grande felicita’ sta per abbattersi su di lui. Glielo cederebbero volentieri, un chilotone di felicita’ sulla sua villa di Arcore, ma non accadra’. Moriranno col sorriso sulle labbra. Forse avrebbero preferito un’altra soluzione per essere felici e liberi dal tiranno, ma voi non l’avete voluta fin dal primo momento. Avete coltivato Saddam come un fiore, e cosi’ questa commedia del disarmo. Siete ipocriti, bugiardi, e arroganti dall’alto della vostra potenza militare. Percio’ mi piacete un sacco.
Vi accadra’ di uccidere dei bambini iracheni (ahime’, succede, la guerra e la politica hanno sempre degli effetti collaterali imprevisti e spiacevoli, da Buchenwald ai Gulag, da Hiroshima alla prossima necessaria atomica). Ebbene, quando seppelirete questi bambini fate loro una carezza e dite: questa e’ la carezza di zio Adolf. Come sapete io amavo i bambini. E voi amate la pace, e l’Italia e’ un paese sovrano e questa non e’ una guerra d’aggressione. E poiche’ siete nel giusto, non la pagherete. Forse.
E’ notte, e nel mio chalet tirolese in mezzo alla giungla guardo il tuo discorso alla televisione, George Wermacht Bush, e invidio lo stile e la pacatezza con cui comunichi a miliardi di persone quello che io dovevo urlare con voce rauca e gesti da burattino.
Ma l’anima e’ la stessa, e uguale e’ la fede in una razza eletta e nella superiorita’ militare come unica vera legalita’. Sessant’anni non hanno consumato questo meraviglioso ideale.
Caro George, ti faccio i miei migliori auguri e spero che tu passi serenamente queste quarantotto ore. Ti perdono la Normandia. In fondo, e’ grazie agli errori che si cresce, e voi avete imparato la lezione. Con affetto, e basta orologi. Decidiamo noi che ora e’.
Adolf Hitler
Casella postale 4535
Mato Grosso

Stefano Benni

7 Comments

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brunereply
19 March 2003 at 23:25

Queste grandi rislessioni vorrei vedertele fare su tutte le guerre che si svolgono nel mondo non solo per questa,altrimenti mi sorge il dubbio che sia solo moda e non “pacifismo”!!!

dG: solo robba buona!!reply
20 March 2003 at 03:21

Uhm…tagliente il Brune!!!!
Hai ragione, mi sembra che in questo sito si sia gia’ provato a riflettere su un altra guerra in atto da anni, riflessione che e’ caduta “un po'” nel vuoto.
Moda o pacifismo? Se la moda ci spinge a riflettere, per una volta, non vi va’ di condannarla.
Ah, tra parentesi, da meno di venti minuti e’ scaduto l’ultimatum.
Buona notte a tutti.

Gundamreply
20 March 2003 at 13:17

Non amo le guerre, ne’ tanto meno sono un pacifista, e come tanti altri ho sempre avuto la fortuna di vivere le guerre solo in terza persona…
la cosa che veramente e’ fastidiosa e’ il vedere giudicare senza proporre nulla di alternativo, concretamente utile.
Ultimamente il “liet motiv” e’: “in alternativa alla guerra e’ meglio qualsiasi cosa…” la mia domanda e’ COSA?
Capisco anche le posizioni politiche di chi spesso giudica, chi per mestiere chi perche’ si trova alto nella propria cultura, con sarcasmo. Di certo non mi sento di essere partecipe alla forma di protesta di Benni, ottima in un contesto tipo Festa dell’Unita’.
Mi domando dove fossero tutti i pacifisti sinistrorsi quando Dalema presidente del consiglio ha appoggiato la campagna anglo/americana in Bosnia…
ma anche qua ci sarebbe qualcuno con qualcosa da ridire…
… fatemi il piacere!

swamireply
20 March 2003 at 16:26

“I pericoli dell’era atomica in cui viviamo sono il segno esteriore di una forza interna assai piu’ tremenda, esplosiva, distruttice. Piu’ sicuramente che dalla bomba atomica, l’uomo d’oggi e’ minacciato dalla sua stessa vita psichica: pensieri, impulsi, istinti, sentimenti, emozioni, modo d’agire, brame inconfessate, ansia d’arrivare, preoccupazioni, depressioni nervose. Di mese in mese vediamo mutare i confini della scienza, dell’industria, della politica. Ogni giorno ci troviamo esposti alle notizie “esplosive” dei giornali, della radio, del cinema, della televisione. Viaggiamo alla velocita’ oraria di 1000 chilometri, trascinati dagli scoppi ininterrotti dei
reattori. Le nostre faccende, la nostra vita sociale si fanno sempre piu’ complesse, fino al punto di creare intorno a noi situazioni pericolose.
Diventa sempre piu’ difficile inquadrare la nostra vita nelle ventiquattr’ore del giorno, per i mille particolari ingombranti a cui e’ necessario badare. Cosi’ intensa e paurosa e’ la pressione che si esercita sul nostro spirito, che per molti di noi la vita somiglia ad una serie ininterrotta di scoppi.”
“Il controllo del cervello e delle emozioni” di Narciso Irala, Edizioni San Paolo 1997

mukereply
20 March 2003 at 18:16

No, non credo.
In questo caso l’alternativa c’era. E poteva essere la continua pressione internazionale attorno all’Iraq, elemento che avrebbe comunque portato a dei risultati (come da sempre hanno sostenuto ispettori ONU ed ex-ispettori impegnati negli anni ’90 in attivita’ di monitoraggio).
Gli interventi in Kosovo nel ’99 e in Iraq nel 2003 hanno in comune la disapprovazione dell’ONU. Quello che oggi fa la differenza e’ che nel ’99 alle spalle degli USA c’era la NATO e tutte le vie diplomatiche erano state percorse, se non mi sbaglio.
Oggi, invece, da una parte la NATO viene fatta sgomberare una settimana prima dei bombardamenti, dall’altra parte Annan viene zittito da Bush, intanto che Blix e Baradei invocano inutilmente altro tempo al palazzo di vetro.
Nel 1999 le proteste ci furono.Nessuno si ricorda le icone giallo-nere “TARGET”?
La guerra di Bush e’ unilaterale e prematura. La sua idiozia criminale rischia di trasformare in una polveriera tutto il MedioOriente, oltre che aumentare il montante (a volte ottuso)antiamericanismo europeo.
Di Gundam condivido solo il commento sulla lettera di Benni. Nuke sa quanto io sia distante dalla Casa delle liberta’ (…) e quanto odi l’attuale governo di Silvio Berlusconi (tessera P2 numero 1816), esattamente come conosce la mia insofferenza per l’inesistente, provinciale e litigiosa sinistra italiana.
Detto questo, leggere delle ennesime beghe di partito quando civili muoiono sotto bombe occidentali, mi infastidisce. Perche’ in Italia, poi, e’ a quello che si riduce tutto: destra/sinitra… basta dare un’occhiata ai quotidiani post-11 settembre nel nostro Paese.
(Per inciso: l’11 settembre 2001 non ero tra i paraculi che sotto sotto pensavano: “Agli americani in fondo sta bene”)
Senza polemiche.
Peace, hope & dreams.

gundamreply
20 March 2003 at 19:09

La detonazione di questa bomba e’ stato proprio il 11 settembre 2001…

Alloreply
20 March 2003 at 22:13

mi vergogno e non ho voglia di parlare.
mi vergogno perche’ faccio parte di una razza che e’ ancora capace di tutto cio’…
comprese le futili disquisizioni.

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