…e indietro di nuovo!

Certo che ci si puo’ autoconvincere che vivere a Cremona non e’ niente male, che fare il pendolare per quattro anni tra universita’ e casa_dei_propri_genitori non e’ la soluzione piu’ divertente, ma sicuramente la piu’ economica e comoda, che e’ bello girare in bici anche nella nebbia che dura 6 mesi all’anno, che i locali che abbiamo non sono peggio di quelli del resto dell’Italia, che abbiamo tutta la liberta’ di cui abbiamo bisogno.


Certamente ci si puo’ illudere di vivere bene nel proprio francobollo di mondo, che e’ meglio saper vivere bene qui che qua’ e la’ e su e giu’. Certamente le persone che abbiamo attorno sono state accuratamente selezionate, e le conosciamo molto piu’ a fondo di mille altre persone che potremmo conoscere superficialmente in un fine settimana… certo e’ che rimane un po’ di voglia di tornare a quel gusto di comunita’, di essere “grandi”, liberi di mangiare quando ci pareva, quel che ci pareva, pur rispettando il rito, tutti quanti insieme.
Sedere quadrato, dopo un pomeriggio in bicicletta, perso tra le vie di Firenze, migliaia di turisti, vetrine e rumori ovunque. Aperitivo a caso, come sempre, del resto, in un’osteria scovata a caso, molto economica, con un vinello rosso della casa in grado di segare le gambe in due.
Rivedo i vecchi posti visti sei anni fa, in gita, in un’altra vita.
Ma sto cosi’ bene, ora! Non ne ho voglia di stare fermo, ora. Voglio viaggiare ancora. Voglio andare a Roma, ok?
I sedili degli Eurostar sono lussuosi, ma poco adatti per dormire. I finestrini sono puliti, ma arrivati a Milano, quello che vediamo, non e’ altro che nebbia.
Di corsa, per l’universita’, lezione fino a tardi, anche oggi. E poi, a casa, finalmente, a dormire.
Mi manchi, pero’. Ma non lo dire a nessuno…

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