La sindrome della piccola fiammiferaia

C’era una volta una piccola fiammiferaia.
Era piccola e dolce, con un cuore grande e i sogni ancora in mano. Amava la vita, la abbracciava con lo sguardo, spizzicandone a piccoli morsi il sapore quotidiano della meraviglia. Occhi spalancati.
Dita sempre tese, braccia in avanti. Pronta allo slancio. La piccola fiammiferaia era cosi’, pura nella sua semplicita’. Ma era tanto povera. E il mondo tanto cattivo con lei. Oh, povera piccola fiammiferaia!
Come farai a sopravvivere quando cosi’ tanta gente ti vuole male?
Quando gli altri sono cosi’ crudeli con te? Poverina! Le guance rigate dal pianto e dalla fuliggine, la piccola fiammiferaia aveva ipotecato la sua vita in favore di un posto in paradiso, lontano da questo mondo brutto.

Ho conosciuto un po’ di piccole fiammiferaie. Sbattono le palpebre forti forti e ti guardano compassionevoli.
Mi porti in braccio? Si.
Mi pulisci la casa? Si.
Mi fai la spesa? Si.
Mi porti a cena? Si.
Mi compri l’anello di cherubini? (si, di cherubini, cristosanto) Si. Si. Si.
Si piazzano di fronte, piccole e indifese e fanno leva sul primordiale istinto del maschio di protezione, di salvaguardare la propria femmina. Ma uno: non e’ tua, non e’ sua, non e’ e non sara’ mai di nessuno.
La piccola fiammiferaia e’ sua di se’ medesima e basta.
E due: non pensano che sei un maschio, ma solo un povero coglione. Sanno perfettamente come fare per ottenere quello che vogliono da te, povero coglione.
E puntualmente glielo consegni, povero coglione.
E tre: lo fanno nella maniera piu’ efficace ed antica del mondo. Sbattendo le ciglia. Fiammiferaia del cazzo.
Parlano con un filo di voce, le senti appena e sembra che abbiano vissuto il putiferio della prima guerra mondiale, le bombe, la trincea, la prigionia, le mutilazioni. Non ho i soldi.
Pago io.
Non ho fame.
Mangio io.
Ho fame.
Mangia tu.
Premasticami, vuoi?
Voglio.
E gli altri sono cattivi.
Hai ragione.
Ma gli altri chi, di grazia? Gli altri chi!? Che io non li ho mica visti, sti altri qui. Dove cazzo siamo, dentro a Lost? Sono una tribu’ aliena che vive nascosta nelle fogne e fagocita la tua serotonina, di grazia!? Ma magari ci fossero, sti altri. Almeno sapremmo da cosa difenderci.
Invece no.
Sono le tue ciglia.
Lunghe.
Folte.
Nere.
Bionde.
Blu.
Io un’idea alternativa ce l’avrei, per i tuoi cazzo di fiammiferi. Ti offro da bere, ti faccio sbronzare, ti infilo uno straccio in bocca e diventi una magnifica molotov con la gonnella.
Presta solo attenzione alle ciglia finte.
Prendono fuoco prima del resto.
Ma gioisci: il nylon delle bugie produce una memorabile iridescenza.

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