Zero & Fritto

Il sorriso e' il miglior abito che possiamo indossare.

…ed e’ inevitabile, dopo aver passato un weekend del genere. Basta che non mi fate piu’ mangiare roba fritta e/o pastella di qualsiasi tipo.


Venerdi’ a Bergamo, doppia macchinata con Dizio, Ugge, Allo, Cugio e Guido, che ci accompagna nei migliori locali della citta’ alta, visto che lui conosce la zona…
…in realta’ basta molto poco (emh…) e Guido perde l’uso della ragione. Ci perdiamo nel bar della funicolare, segregati in una stanza con due tegami spagnoli e un bel sestetto di vecchie in cerca di avventure. Ottimo.
Usciamo, e fuori vediamo un uomo che legge il giornale. E poi ci segue, sempre col giornale davanti agli occhi. Cioe’, attorno agli occhi, visto che aveva fatto un paio di buchi rotondi in mezzo alla prima pagina. Ovviamente era il tenente Cugetti che, vista l’ambientazione piuttosto cinematografica, si e’ sentito un pelino troppo nella parte ti 007…
Tornati alla macchina in qualche modo, ci conduce il nostro Don verso la prossima tappa, facendoci godere dell’ottima vista della strada panoramica notturna di Bergamo alta. Cioe’, in realta’ ci siamo persi, scendendo dalla parte sbagliata della collina. Ce ne siamo resi conto, cosi’ abbiamo tentato di tornare indietro. Ma la strada era a senso vietato, cosi’ ci rigiriamo, illuminando per l’ennesima volta le coppiette in camporella.
Arriviamo allo Zero seguendo indicazioni casuali che mi inventavo man mano – sempre con estrema serieta’, ovviamente… fosse stato per me, saremmo potuti arrivare a Canicatti’.
Facciamo la coda per entrare a sentire i Fristacchiu, la cover band dei Freestylers. Ce li godiamo persi tra praticamente solo uomini, fumo, tanti cocktail e drum n’bass.
Il giorno dopo alle 11 ero sotto casa di Cugio. Lo raccolgo, insieme alla Paola, e partiamo per Lido di Camaiore, gentilmente ospitati dalla Susi. La’ avremmo trovato in piu’ Alice, Laura e Ramona. Giornata paurosa, arriviamo per pranzo ed inizia la maratona del cibo. Per l’aperitivo mi invento che andiamo nel locale del mio amico Ciusseppe che ha un locale messicano (e per qualche minuto qualcuno ci crede davvero)… in realta’ ci siamo persi in un locale troppo caro (bianco sporco aperol 4 euro, sia gentile!), e un po’ sfigato. Mangiamo e adoriamo le leccornie sul bancone, ringraziando il cameriere per l’avarizia nel fornircene… ma non immaginavamo cio’ a cui stavamo andando incontro.
Scena: entriamo nel ristorante prescelto, un posticino apparentemente elegante e non eccessivamente incasinato. Abbiamo prenotato, ci accompagnano al nostro tavolo per un corridoio. Arriviamo nella stanza vera del ristorante vero: un bordello di piante finte, fiori finti, piumini finti, rumore di una cascata, cinguettii di centinaia di uccellini, adesivi di stagni bidimensionali spalmati su tutti i muri. Ci guardiamo e ridiamo emozionati di fronte al kitsch supremo.
Antipasto: verdure fritte in pastella, polenta fritta in pastella e patatine fritte (in pastella). Sei tonnellate. Iniziamo a mangiare avidamente, ma nel giro di due minuti ci rendiamo conto dell’inevitabile effetto spugna a cui andiamo incontro. Cugio opta per un piatto di prosciutto, accompagnato da 4 crostini con pate’ di fegato. Ma non si immagina che pure i crostini sono fritti amabilmente nell’olio nero!!!
Esausti, arrivano i primi, scelti dal cameriere-hulkhogan. Alice sclera perche’ sono piccanti, Cugio mangia un quintale di gnocchi (l’ho visto provato!), la Ramona aspetta una pizza che non le arrivera’ mai. Hulk Hogan intanto ci prova con le vecchie infoiate dietro di noi, 3 fighe d’altri tempi con una pappagorgia da succhiare… yeah!
Non ci stiamo piu’ dentro, il caffe’ arriva quando gli occhi stavano per sigillarsi irrevocabilmente. Ma non eravamo solo noi i rincoglioniti: guardando gli altri tavoli, era inevitabile non notare tonnellate di pastella fritta e gli occhi a meta’ lama degli astanti!
La muerte in litri d’olio!
Torniamo a casa e facciamo in tempo a goderci la fine di Sanremo, e Al Satan… qualcuno di fronte alla tivu’ impazzisce o si scaglia contro qualche cantante con l’unica colpa di aver vinto il festival…
Meglio andare a letto.
Domenica continua la follia culinaria. Sei kili di pasta (quella lunga, liscia, con il buco in mezzo… impossibile da gestire, perche’ gode di vita propria) e poi… PIZZA FRITTA siiiiii!!!
La passeggiatina al mare non serve per ripigliarci. In autostrada e’ ancora follia, con Cugio che lancia dal mio finestrino un pezzo di banana che si spalma sul vetro della macchina della Susi. La Ramona sclera, estrae agilmente un fazzolettino, si espone dal finestrino e pulisce con olio di gomito…
La vacanza sfuma tra le code, la stanchezza del lunedi’ che avanza, qualche botta che rimane in faccia da qualche testata di qualche persona piccola e un po’ agitata…
Ma tant’e’…
…se ogni weekend fosse cosi’, beh, ci metto la firma.
Grazie a tutti, ragazzi e ragazze. Insostituibili

1 Comment

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disestahreply
5 January 2004 at 23:31

vat fe incule’

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